"Trattamento dei Disturbi Articolari e Notturni"

Lo studio dentistico Verrusio a Scafati, in corso nazionale 31, è sempre al passo con le nuove richieste da parte dei pazienti riguardo patologie sempre più specifiche. Per disturbi articolari si intendono i disturbi a carico dell’articolazione temporo-mandibolare; questa articolazione congiunge le ossa del cranio con la mandibola, consentendo a quest’ultima i suoi movimenti in avanti e indietro e in lateralità. L’articolazione temporo-mandibolare racchiude una speciale cartilagine, detta disco; il disco impedisce ai due capi articolari del cranio e della mascella di sfregare l’uno contro l’altro. Durante la masticazione è in grado di sopportare un’enorme pressione.
Questi disturbi sono più frequenti nelle donne al di sopra dei 20 anni e in età compresa tra i 40 e i 50 anni. Vengono diagnosticati facilmente con un esame obiettivo, ma a volte può rendersi necessario un esame radiografico. Studio Verrusio il tuo dentista a Scafati, Pompei Angri.

 

In genere, la causa del disturbo temporo-mandibolare è rappresentata dall’associazione di tensione muscolare e problemi anatomici delle articolazioni. A volte possono avere una componente psicologica. Serrare e digrignare i denti (bruxismo), i disturbi a livello di tutto il corpo (quali osteopenia o disturbi ossei genetici), le infezioni, le lesioni, il disallineamento dei denti (malocclusione), i denti mancanti e perfino la costante masticazione di gomme possono causarne i sintomi.

I sintomi dei disturbi temporo-mandibolari includono cefalea, indolenzimento dei muscoli masticatori, scatto sonoro o blocco delle articolazioni, difficoltà ad aprire tutta la bocca. A volte il dolore sembra essere localizzato vicino all’articolazione piuttosto che nell’articolazione stessa.
I disturbi temporo-mandibolari possono rappresentare la causa di cefalee ricorrenti che non rispondono al normale trattamento medico.
Altri sintomi includono dolore o rigidità del collo che si diffonde alle braccia, vertigini, dolore o sensazione di otturazione delle orecchie e disturbi del sonno.

L’utilizzo di un BITE solitamente rappresenta il trattamento migliore per il dolore e la tensione muscolare mascellare. Per le persone consapevoli di stringere o digrignare i denti, questo dispositivo si può rivelare estremamente utile. Il dispositivo permette ai muscoli della mascella di rimanere rilassati e garantisce la stabilità della chiusura, riducendo quindi il fastidio. Inoltre, può prevenire danni ai denti sottoposti a un eccessivo stress durante il digrignamento.
Potrebbe inoltre essere prescritta la fisioterapia. La fisioterapia può prevedere l’impiego di ultrasuoni, il biofeedback elettromiografico (durante il quale la persona impara a rilassare i muscoli), lo spray e gli esercizi di distensione (durante i quali la mascella viene aperta dopo aver applicato sulla cute della zona sensibile uno spray refrigerante o del ghiaccio). Anche l’elettrostimolazione nervosa transcutanea può rivelarsi utile.
Anche la terapia farmacologica, rappresentata dalla prescrizione di farmaci miorilassanti, può essere valida per alleviare la tensione e il dolore, soprattutto in attesa dell’applicazione del bite.

I disturbi del sonno che il dentista, insieme al medico del sonno, possono aiutare a risolvere sono il russamento e le apnee notturne. Il russamento o roncopatia, come tutti sanno, è l’emissione di rumore durante il sonno, le apnee notturne sono vere e proprie sospensioni del respiro che avvengono in associazione al russamento provocando una riduzione di ossigenazione ai tessuti corporei con conseguenze varie: dalla riduzione di qualità del sonno con sonnolenze protratte durante la giornata e scarsa capacità di concentrazione all’ipertensione arteriosa con effetti su cuore e cervello. Spesso i portatori di questa sindrome ne sono ignari.
Occorre indagare con esami specifici se si presentano i sintomi tipici. I soggetti più a rischio sono gli uomini tra i 30 e i 60 anni, e la situazione può aggravarsi in caso di sovrappeso od obesità; un’altra categoria per cui è necessaria particolare attenzione è quella dei bambini di entrambi i sessi tra i 2 e i 5 anni, a causa di un ingrossamento eccessivo delle adenoidi o delle tonsille.

La terapia d’elezione, soprattutto per le apnee notturne, è quella ventilatoria mediante mascherina nasale.
Per i casi lievi e moderati, è possibile rifunzionalizzare la respirazione con l’ausilio di un apparecchio, simile a quelli usati in ortodonzia; questi dispositivi vanno usati solo di notte in quanto la loro funzione è di avanzare la mandibola per impedire alla lingua di scivolare all’indietro, causando la chiusura delle prime vie aeree e quindi il russamento e/o le pericolose interruzioni respiratorie .

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